FUNZIONE D’ONDA

Descrivere correttamente il moto di particelle soggette a campi di forza; determinare i livelli energetici dell’atomo di idrogeno e le sue corrispondenti funzioni d’onda dell’elettrone (orbitale).

La teoria quantistica moderna

LA FUNZIONE D’ONDA

L’elettrone è una particella capace di diffrangersi come un’ONDA

Il comportamento di particelle piccolissime è descritto benissimo dalla “Meccanica Quantistica”, che si basa sulle proprietà ondulatorie della materia. La “quantizzazione dell’energia” è proprio una conseguenza di tali proprietà.

Essa consente, tra l’altro – di descrivere correttamente il moto di particelle soggette a campi di forza;  di determinare i livelli energetici dell’atomo di idrogeno e le corrispondenti funzioni d’onda dell’elettrone (orbitali)  di ottenere applicando il “principio di esclusione” di Pauli, la configurazione elettronica degli atomi più complessi.

La Teoria quantistica moderna

LA FUNZIONE D’ONDA

“L’elettrone è una particella capace di diffrangersi come un’onda”.

Il fatto che una particella come l’elettrone mostri un comportamento di tipo ondulatorio non significa che l’elettrone sia identificabile con un’onda piana di definita frequenza. Se fosse così sarebbe un elemento di estensione infinita. Per avere un oggetto di estensione finita è necessario sovrapporre più onde piane, con lunghezze d’onda distribuite intorno a quella di De Broglie λ = h / mv per una particella di una data quantità di moto (pacchetto d’onda). Tuttavia, anche in questo caso, non vale l’identificazione particella = pacchetto d’onda.

La teoria quantistica moderna

LA FUNZIONE D’ONDA

Un pacchetto d’onde, proprio perché costituito da onde con lunghezze d’onda diverse, tende a “sparpagliarsi” man mano che si propaga, quindi non può essere identificato con un oggetto di estensione limitata.

Ma allora, cos’è l’onda associata ad una particella? È un’onda di probabilità! Essa descrive la probabilità che una particella possa essere osservata in un certo punto dello spazio.

Schrödinger ha sviluppato la formulazione ondulatoria della meccanica quantistica, basata sul concetto di funzione d’onda; l’equzione di Schrödinger (1926) è in grado di descrivere perfettamente lo spettro dell’atomo di idrogeno e, in generale, il comportamento di una particella in un potenziale.

Quale tipo di onda può essere associata all’elettrone che è confinato all’interno dell’atomo (particella confinata?) ONDE STAZIONARIE

Un’onda stazionaria (onda vincolata) : non si propaga, ossia, almeno in un punto, ampiezza nulla.

De Broglie :

L’onda associata all’elettrone nell’atomo è stazionaria, cioè oscilla in modo costante, coprendo le orbite circolari di Bohr con un numero intero di lunghezza d’onda;

Equazione di un’onda armonica

Una funzione d’onda esprime lo spostamento y della posizione di equilibrio di ogni punto sollecitato dall’onda. Essa dipende dal tempo e dallo spazio, cioè della posizione del punto.

Per uno spazio unidimensionale la funzione d’onda dipende da due variabili, il tempo t e la posizione x :

y = f (t, x)

La rappresentazione grafica di una funzione di due variabili è “tridimensionale” ma si può trattare separatamente la dipendenza dal tempo e dallo spazio fissando un istante t o una posizione x .

Moto di un punto nel tempo y = f (t)
Periodo T = 2s (ampiezza d’onda)
tempo (s) Periodo T = 2s


È fissata la posizione di un punto. Si ottiene la visualizzazione oraria del punto.

Le costanti che compaiono nell’equazione di un’onda “armonica” sono, oltre all’ampiezza A , il periodo T e la “lunghezza d’onda” λ

y (x, t) = A cos 2 M (t / T – x / λ)

La legge può anche essere espressa in funzione di altre costanti :

la pulsazione ω = 2 n / T
ed il numero d’onda K = 2 n / λ
y = (x, t) = A cos (ω t – K x)

Nella funzione d’onda l’argomento del coseno si chiama “fase di moto”. Un punto P a distanza x dalla sorgente avrà uno “sfasamento” = K x rispetto al moto della sorgente. Se il punto P si trova a distanza x = 2 λ il suo moto è:

  1. in fase rispetto a quella della sorgente
  2. in opposizioni di fase rispetto a quello della sorgente

FUNZIONE d’onda e dualità onda – particella (co-creatori di realtà)

Heisenberg e Schrödinger

Principio di indeterminazione di Heisenberg (1927) :

“non è possibile conoscere contemporaneamente la velocità e la posizione di una particella”. Questa intuizione è necessaria per comprendere la natura duale della materia. Ovvero come un oggetto possa essere sia un’onda che una particella.

Questa intuizione portò a capire che le particelle subatomiche possono anche scomparire e riapparire in un punto diverso da quello in cui si trovano.

Quando un elettrone è intrappolato in un atomo, i luoghi dove può sparire e riapparire sono solo intorno al nucleo, come se fosse dentro un guscio.

Se il tempo è abbastanza breve le particelle possono essere in più punti simultaneamente. L’elettrone può viaggiare da qui a lì per tutti i percorsi possibili simultaneamente.

È davvero sorprendente come queste particelle possono apparire dal nulla, esistere per un breve istante e poi sparire di nuovo nel nulla.

Gli Scienziati le hanno chiamate particelle “virtuali” in virtù di questo comportamento, ma gli effetti possono essere molto reali !!

Ma che cosa fa ondeggiare le particelle, in questo modo?
L’esistenza stessa ondeggia, è ondulatoria!
La particella saltella da una parte all’altra entrando ed uscendo dall’esistenza: i luoghi dove le creste dell’onda sono più alte, sono i punti in cui la particella si materializza più spesso.

Mentre i luoghi in cui le creste sono al minimo, sono quelle che la particella evita! L’onda è come una “mappa” di esistenza della particella.

Al cambiare dell’onda anche la particella cambia. Quando si trova di fronte a sistemi microscopici si deve abbandonare il concetto classico di particella localizzata e fare riferimento all’equazione di Schrödinger che fornisce la probabilità di trovare una particella nello spazio considerato.

L’equazione di Schrödinger tiene conto non soltanto dell’atomo di idrogeno (già studiato da Bohr) e De Broglie, ma descrive niente meno che tutti gli atomi in tutti gli elementi dell’Universo.

La meccanica quantistica di Schrödinger spiega la Tavola Periodica degli elementi. La soluzione dell’equazione di Schrödinger, della “Funzione d’Onda” è una descrizione incredibilmente accurata del mondo reale.

La posizione e la velocità di una particella non possono essere misurate simultaneamente poiché l’atto stesso dell’osservazione altera il comportamento degli oggetti osservati.

L’universo è un insieme di probabilità ! Qualunque evento può quindi potenzialmente manifestarsi.

Nel lato pratico questo significa che viviamo qualsiasi esperienza ( felice, triste, bella, brutta, eccetera) tutto esiste a livello quantistico potenziale, tutto già coesiste.

Ciò che varia è la probabilità che quell’evento si verifichi. I pensieri e le emozioni umane hanno una frequenza e interagiscono con tutto.

Quando un evento si verifica, il risultato è un collasso della funzione d’onda di Schrödinger ( = l’evento si manifesta nel momento presente).

Sei co-creatore della realtà !

SIGNIFICATO DEL PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE

Il dualismo onda corpuscolo e il principio di indeterminazione

  • Impossibilità di determinare simultaneamente posizione e impulso.
  • Impossibilità di attribuire simultaneamente realtà oggettiva, senso a quelle due grandezze fisiche.
  • Esempio “l’esperimento di Yoong”. Se arriva un fotone alla volta, ogni fotone colpisce lo schermo in un punto e la distribuzione dei fotoni sullo schermo esposto per un tempo abbastanza lungo dà ancora la figura di interferenza, ossia i punti di arrivo dei fotoni sullo schermo sono distribuiti probabilmente secondo il pattern della figura di interferenza.

Ma se metto un contatore per vedere da quale fenditura è passato il fotone, distruggo l’interferenza : misuro la posizione, ossia trovo la particella in una regione di spazio, ne definisco l’aspetto corpuscolare, ma distruggo l’aspetto ondulatorio.

IL DUALISMO onda-corpuscolo è il principio di indeterminazione

  • Dal dualismo onda-corpuscolo sperimentalmente verificato nei fenomeni di interferenza osservati per le particelle, nasce la meccanica ondulatoria di Schrödinger, prima formulazione della meccanica quantistica.
  • Dal dualismo onda-corpuscolo nasce il principio di indeterminazione nella prima formulazione di Heisenberg del 1927.
  • La forma della funzione, che viene chiamata pacchetto d’onda, descrive l’aspetto ondulatorio della particella, mentre il legame con l’aspetto corpuscolare è dato dall’interpretazione statistica e della funzione d’onda, il cui modulo quadro dà la densità di probabilità di trovare la particella in una certa regione dello spazio.

Il dualismo onda-corpuscolo e il principio di indeterminazione

  • Vale “un principio di sovrapposizione degli stati” analogo al principio di sovrapposizione delle onde“che spiega i fenomeni di interferenza osservati” per le particelle, potendosi sviluppare una funzione d’onda in integrale di Fourier

Il Dualismo onda-corpuscolo e il principio di indeterminazione.

  • Lo sviluppo in integrale di Fourier della funzione d’onda consente di interpretare il pacchetto d’onda come la somma di onde armoniche e spesse come e1kx, con coefficienti dati dalla trasformata di Fourier dell’onda, in analogia con le onde elettromagnetiche, seguendo la corrispondenza di De Broglie:

Per i fotoni:

E = hv = ђω e p = hv/c = h/λ

Particelle :

lunghezza d’onda = λ = h/p
numero d’onda K = 2π/ λ = 2π/h
p = ђK, = p/ђ

Conseguenze del principio di indeterminazione

  • 2) Il principio di indeterminazione introduce il concetto e le “grandezze compatibili e non compatibili”
  • Due grandezze sono compatibili se non si possono misurare contemporaneamente con precisione arbitraria
  • Impossibilità di determinare simultaneamente due grandezze fisiche non compatibili
  • Impossibilità di attribuire simultaneamente realtà oggettive, quindi senso, a due grandezze fisiche non compatibili.

Conseguenze del principio di indeterminazione

  • Se pensiamo alla definizione di momento angolare o di energia in fisica classica, dalla incompatibilità posizione – impulso deriva che ogni altra grandezza fisica non può avere lo stesso significato in meccanica quantistica e in fisica classica.
  • Esempio per il momento angolare L :
    • il valore di una componente, ad es. L, non può essere dedotto dalla conoscenza delle variabili x, y, Px, Py
    • Lz non è compatibile con nessuna delle variabili x, y, Px > Py
    • Due diverse componenti di L non sono compatibili tra loro.

3) “Si pone il problema di capire la relazione tra la grandezza fisica e sua immagine e di come rappresentare le grandezze fisiche” !

Conseguenze del principio di indeterminazione”

  • Un’altra conseguenza è che non potendosi conoscere con precisione arbitrariamente piccola simultaneamente la posizione è impulso, dalla indeterminazione delle condizioni iniziali segue l’indeterminazione della traiettoria

4) Il concetto di traiettoria perde significato !

Stati, grandezze fisiche, misure

  • Lo stato del sistema è determinato dalla conoscenza simultanea di un insieme massimo di grandezze che siano indipendenti e compatibili fra loro
  • Una grandezza fisica misurabile si dice OSSERVABILE
  • Si dice osservabile la misura di una o più osservabili compatibili
  • Si dice osservazione massima un insieme massimo di osservabili indipendenti e compatibili

“Stati, grandezze fisiche, misure”

  • In fisica classica un sistema di N gradi di libertà è completamente determinato se si conoscono due N osservabili (ad esempio, per il punto materiale : x, y, z, px, py, pz)

  • In meccanica quantistica un sistema ad N gradi di libertà è completamente determinato se si conoscono N osservabili (ad esempio x, y, z, oppure px, py, pz)
  • Sia A = { A1, A2 ……… A N } un’osservazione massima del sistema e siano a = { a1, a2 ………. a N } i valori osservati di queste grandezze
  • Si indica col simbolo | a > lo stato del sistema, detto stato quantistico

“Stati, grandezze fisiche, misure”

  • Se il sistema si trova nello stato | a > e viene eseguita una misura delle A, il risultato è dato univocamente dalle a| : si dice che | a > è un autostato delle Ai
  • Ogni osservabile ammette sempre almeno un autostato per ogni
    possibile risultato di una misura
  • La misura di una osservabile B non compatibile con le Ai
    quando il sistema si trova nell’autostato | a > non potrà
    dare un risultato univoco e certo, ossia misure di B sul sistema
    nell’autostato | a > daranno di volta in volta risultati diversi

Stati, grandezze fisiche, misure

  • Tuttavia eseguita la misura di B e ottenuto il risultato bK, il sistema dopo la misura si trova in un autostato di B non è più nell’autostato | a >
    Il risultato di una misura NON è una funzione univoca dello stato
    Un’osservazione del sistema influisce fortemente su di esso poiché ne cambia bruscamente lo stato quantico

Stati, grandezze fisiche, misure

  • Se il sistema è nello stato | a > e si esegue la misura di B, si ha una certa probabilità PK di trovare il risultato bK ovvero di trovare il sistema nell’autostato | bK >
  • Si potrebbe pensare allo stato | a > come ad una miscela statistica
    degli autostati | bK con pesi PK, MA una tale descrizione non è corretta perché prima della misura il sistema è nello stato | a > che è uno stato ben definito (stato puro) e non è una miscela statistica di stati
  • Come si esprime allora lo stato | a > per mezzo degli autostati | bK > ? Si applica il principio di sovrapposizione !!

Stati, grandezze fisiche, misure

  • La meccanica quantistica dice che lo stato | a > è descrivibile come una SOVRAPPOSIZIONE degli autostati | bK >
  • In generale vale il principio di sovrapposizione degli stati;

Un generico stato quantico di un sistema si può pensare come sovrapposizione degli autostati di una data osservabile e qualunque sovrapposizione di autostati di una osservabile e qualunque sovrapposizione di autostati di una osservabile di un sistema è uno stato quantico del sistema.

Questo significa che ogni autostato componente interviene non solo con un suo peso statistico, ma come una data forse, in modo coerente.

IMPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI SOVRAPPOSIZIONE

  • Consideriamo una particella di spin 1/2 (neutrone, elettrone, protone),
    Ignorandone i gradi di libertà spaziali e tenendo conto solo delle variabili di spin. Supponiamo di avere un fascio di particelle identiche e di sottoporlo ad un esperimento di tipo Stern-Gerlach utilizzando un gradiente di campo magnetico nella direzione dell’asse Z. In uscita troviamo due fasci, uno con spin su e uno con spin giù rispetto all’asse Z.

IMPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI SOVRAPPOSIZIONE

  • 1) Se uno solo dei due fasci (ad es. quello con lo spin su rispetto all’asse Z) viene sottoposto ad un secondo esperimento di Stern-Gerlach utilizzando ancora un gradiente di campo magnetico nella direzione dell’asse Z, in uscita ritroviamo un unico fascio (ad es. con lo spin su rispetto all’asse Z)
  • 2) Se uno solo dei due fasci (ad es. quello con lo spin su rispetto all’asse Z) viene sottoposto ad un secondo esperimento di Stern-Gerlach utilizzando ancora un gradiente di campo magnetico nella direzione dell’asse Y, in uscita si ritrovano due fasci uno con spin su ed uno con spin giù rispetto all’asse Y

IMPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DI SOVRAPPOSIZIONE

  • 3) Se ora uno solo dei due fasci (ad esempio quello con lo spin su rispetto all’asse y) viene sottoposto ad un terzo esperimento di Stern-Gerlach utilizzando di nuovo un gradiente di campo magnetico nella direzione dell’asse Z, in uscita ritroviamo ancora due fasci uno con lo spin su e uno con lo spin giù rispetto all’asse Z
  • Si pone quindi il problema di attribuire proprietà fisiche oggettivamente possedute (ossia indipendentemente dal fatto che il sistema sia sottoposto o meno ad un processo di misura) da un sistema fisico. Infatti, dopo la prima misura il sistema si trova con certezza, ossia con probabilità 1, nello stato con lo spin su (caso 1) e sembreremmo autorizzati a dire che il sistema possieda dopo la misura di una proprietà fisica oggettiva, ma l’esperimento 3 dimostra che pensare questo non è legittimo.

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I DUE CONFLITTI DELLA NOSTRA PSICHE

di Giovanni Valentini

Tempo fa avevo scritto sugli aspetti del nostro cervello e sulle facoltà mentali che noi usiamo per 10 od 15 per cento; avevo quindi parlato dell'altra parte di esso, che chiamai "ALIENA" del restante 88 per cento circa.

Ora voglio fare dei cenni sugli aspetti della parte che noi usiamo attualmente della nostra psiche (10—15 % circa), come già detto. E' da molto tempo che io penso, inoltre, che noi portiamo attualmente in noi due "menti" distinte, cioè la prima parte ,che è maturata nel nostro essere arcaico, o primordiale, o "animale", cioè nel nostro progressivo sviluppo di quando eravamo animali, che è durato per moltissimi secoli, cioè per un tempo lunghissimo.

Poi separatamente è subentrata in noi una seconda parte, in parallelo con la nostra antropologia, che potremmo definire "mente moderna", termine che io uso in generale ,impropriamente, con i limiti che essa comporta.

Nella nostra psiche convivono quindi due "menti", e tale convivenza non è per niente facile, né semplice, né indolore. I conflitti che ne nascono sono drammatici in molti momenti e noi non ce ne rendiamo conto. Tali conflitti confluiscono quindi, in parte, "nell'inconscio", inteso parzialmente , nel senso scientifico postulato, prima da Freud, e poi da Jung.

Ma, ritornando a noi, i nostri conflitti, esaltazioni, repressioni, passioni, ecc., finiscono quindi, tutte in quello che impropriamente abbiamo chiamato "inconscio", ma che potremmo anche chiamarlo diversamente e con significati nuovi e diversi. L'inconscio dunque come panacea di tutti i mali. Ma haimé ! Ad un certo punto, tutto ritorna indietro in modo drammatico. L'attività pericolosa, aggressiva, micidiale, dell'inconscio si mette in moto, e noi diventiamo aggressivi, sospettosi, cattivi, e con una certa voglia di reprimere "l'altro" , cioè quello che dovrebbe essere il nostro "prossimo".

Allora le diverse etnie del mondo, le diverse religioni, le diverse concezioni politice, anziché convivere pacificamente, entrano in conflitto, e anziché unire dividono. Le diverse concezioni politiche mondiali diventano forme di potere aggressivo e prepotente, ,generando sempre guerre e distruzioni, anche di massa.

Io da sempre mi chiedo perché gli uomini di tutto il mondo sono, da sempre, così cattivi e inconcilianti, perché ora, ogni tanto, si presenta lo spettro di una terza guerra mondiale, che oggi sarebbe devastante e senza vie di ritorno, per tutta l'Umanità.

L'Umanità tutta, quindi, è lacerata, secondo me, dai conflitti della nostra psiche. Può darsi che questi aspetti portino alla totale distruzione dell'uomo e di buona parte degli altri esseri viventi, sul nostro Pianeta, già compromesso dal gravissimo inquinamento, e che ha portato in questi ultimi tempi, gli scienziati più attenti, preparati e importantissimi a dire SIAMO FOTTUTI !!! Riferendosi alla nostra sopravvivenza.

La nostra mente attuale, porta dunque con se, tutti i limiti per cui ci stiamo avviando drammaticamente verso la nostra autodistruzione; può darsi che da qualche parte del nostro Universo o Multiverso, esistano Civiltà più evolute e avanzate della nostra, che hanno portato al superamento del nostro stadio evolutivo mentale, e che le hanno portate al superamento dei nostri limiti evolutivi mentali attuali, ad altri sviluppi nuovi ed altri inserimenti verso una Natura meravigliosamente più compatta e stabile.

Come già dissi, l'allargamento potenziale ed espansione della nostra psiche è enorme e non facilmente immaginabile nelle sue parti "Aliene". Essa può trovarsi altrove, in DIMENSIONI SUPERIORI, da dove la nostra psiche attuale è ben lontana : si parla di percentuali dell'ottantotto per cento, da esplorare ancora !!!

Ora abbiamo quindi ben poche speranze di arrivare a quei livelli, anche perché la cattiveria umana e la sua onnipotenza di potere non ha limiti geografici e di sorta… La grande Margherita Hack mi disse che, il massimo creativo del nostro Universo, era il nostro Cervello !! Essa però, forse, non si era accorta che parlava del sottosviluppo attuale di esso !!

A ben pensare,ora, mi ricordo del grande Isaac Asimov,che avevo cancellato completamente dalla mia mente, quando in un romanzo di fantascienza, parlò di un terrestre che durante un esperimento nel suo laboratorio, aveva involontariamente causato una radiazione che lo aveva investito proiettandolo nel futuro. Quivi, ed in seguito a ciò, si era trovato in mezzo ad Esseri Superiori; ciò nonostante egli si era trovato a suo agio, grazie alle nuove potenzialità della sua mente, che si erano sviluppate in seguito a quella radiazione. Questo discorso, a ben pensare, parafrasandolo, può orientarsi verso ciò che io immagino…

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MISSIONI SPAZIALI :ISPEZIONI NEL CORTILE DI CASA

di Giovanni Valentini

Nel Campo Spaziale sono stati fatti oggi passi enormi, nel giro di poco tempo. La tecnica missilistica e la scienza dei voli spaziali ha fatto un percorso strepitoso nel giro di pochi decenni.

Tuttavia questo percorso spaziale,che appare immane, visto con altri occhi che vengono dal futuro, per la conquista dell'Universo, e di poi del Multiverso, appare ben poca cosa. Sembra l'ispezione del nostro cortile di casa !

Per l'ispezione del Multiverso poi, con viaggi aerospaziali, la meta sembra lontanissima,impossibile;perché ci estingueremo molto prima come genere umano, anzi io credo che non faremo neanche in tempo a ispezionare, con viaggi,tutto il Sistema Solare !!

La imbecillità e la cattiveria del genere umano non ha limiti, lo mette in evidenza il nostro storico percorso,costantemente costellato da guerre e atrocità sin dalle nostre origini. Soltanto che oggi le armi atomiche e le altre,per le distruzioni di massa, se attivate, portano ad una via senza ritorno.

E' un peccato, perché oggi la Scienza può trovare soluzioni rivoluzionarie,per viaggi nello Spazio Curvo,con apposite astronavi di avveniristica struttura e progettazione, tali da percorrere distanze siderali inimmaginabili, di milioni di parsec e Mgc.

Si tratta di coordinare e sviluppare lo Spazio Curvo già teorizzato da Einstein,o di percorrere i tunnel spaziali o wormhules (buco del tarlo) già teorizzati dalla coppia Einstein-Rosen.

Può darsi che esseri senzienti provenienti dal futuro (cioè nati molto prima di noi), ci stanno guardando e osservando, e che prima o poi si decideranno a visitare o noi, o i nostri resti, cioè le nostre ceneri. Noi, in ogni caso, non cela faremo, o non faremo mai in tempo a raggiungerli e visitarli.

Penso che la Scienza o l'Arte, prima o poi si renderanno conto di queste drammatiche realtà, solo che queste due entità sono solo una piccolissima parte, rispetto ad una larga maggioranza piena di prepotenti e criminali che per potere e ricchezza comandano e governano dall'alto le masse ignare.

E' proprio di questi tempi che assistiamo alle atrocità commesse dall'ISIS e di ALCAIDA, veri geni del male (maledetti coloro che non sanno quel che fanno). Essi possono, con assoluta tranquillità, scatenare una terza Guerra Mondiale, e non solo i soli ad avere queste potenzialità.

Le prospettive delle imprese spaziali ,oggi, sono molteplici, ma sono ben lontane dal raggiungere i dati osservativi che oggi si fanno con la moderna strumentazione dei grandi telescopi, e varie tecnologie osservative (infrarosso, raggi X, gamma, ottico ecc.) . E' in fase di costruzione un grandissimo telescopio di 45 metri di diametro, a cura dell'ESA, il nostro ente spaziale, sulla vetta più alta del- le Ande Cilene.

Con questo nuovissimo strumento si potranno fare osservazioni mai fatte prima, si potranno rilevare particolari strabilianti di sistemi solari, anche ai confini dell' Universo, e persino di esopianeti simili alla Terra, con potenzialità di ospitare la Vita, la vita intelligente, intendo.

Tutto ciò ci proietta in avanti, come potenzialità maggiori di conoscenza dell'Universo nel suo insieme, in dettagli che potranno essere impensabili, e aprirci nuovi Orizzonti.

E' un peccato però che tali orizzonti si possono chiudere e interrompere a causa della fine dell' Umanità. Io ho già lamentato e individuato, a modo mio, le cause che possono portare l'essere umano a estinguersi. Ho già individuato, nel mio scritto, "LA PARTE ALIENA DEL NOSTRO CERVELLO", e dire che usando il 10 per cento, od 15 per cento, del nostro cervello, ci chiudiamo praticamente in un circolo vizioso, senza vie di scampo.

Il restante 85 per cento, è attualmente da noi inesplorato : questa è la parte ALIENA che non ci appartiene, ma che però, se esplorato e capito, può farci fare un enorme passo in avanti sulla via della Conoscenza Cosmologica e della crescita e di un futuro inimmaginabile.

Ma soprattutto ci toglierebbe dalle sabbie mobili e abissi profondi della nostra psiche e Umanità, e dalle prospettive che ci porterebbero al capolinea del nostro percorso umano e di Vita, a livello mondiale.

La conquista, la visita o l'insediamento, nello Spazio Galattico od extragalattico, diventa, quindi, una pura utopia, sebbene io mi chiedo, che cosa ci stiamo a fare in un Universo così grande, ed alla sua velocissima e sempre più crescente e accelerante espansione, a velocità luminali e relativistiche.

Di certo, noi umani, al momento, non siamo neanche capaci di fare, in tempi non lunghi, la visita e conquista del nostro Sistema Solare ! Madre NATURA, si sa, è gelosa dei suoi segreti, ma nelle sue intenzioni più recondite,non credo che abbia voluto relegarci nel Sistema Solare : sarebbe inconcepibile !

Come già dissi, noi siamo fatti male, come esseri sociali, incapaci di convivere nelle diverse etnie mondiali, e non si vede al momento, come riusciremo a sopravvivere in questa realtà. Tra gli esseri senzienti diversi che popolano il Pianete Terra, l'uomo è la specie peggiore, perché negli altri è insito il principio di sopravvivenza della specie, mentre in noi no !!

Per "esseri senzienti", io intendo tutti gli esseri viventi, della vastissima scala che va dall'uomo al batterio e al virus, ivi incluse le piante dotate di meravigliose capacità, secondo recentissime ricerche scientifiche, e secondo altre mie vecchie idee, mai abbandonate.

Il virus, per esempio, è così intelligente, che è capace di sfuggire all'osservazione è indagine visiva dei più potenti microscopi elettronici ! Sempre per difendere la sopravvivenza della sua specie !!

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IMMAGNE ECOLOGICA

di Giovanni Valentini

Rìcordo, quando avevo cinque anni, una visione bellissima di migliaia di rondini sparse nel cielo, in mezzo ad una Natura primaverile ridente di prati in fiore.

Il cielo si riempiva ed oscurava quasi, di quel brulicare bellissimo di rondini che riempivano il cielo in ogni direzione. Ahimè com'è tutto diverso oggi...

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TEORIA SUBATOMICA DI UNA GOCCIA D’ACQUA

Minuscola goccia d’acqua
di Giovanni Valentini

 

Per darvi un’idea di che cosa intendo per”minuscola” ho qui un contagocce, ora posso far uscire una goccia d’acqua, contiene mille milioni di miliardi di atomi di idrogeno e ossigeno.

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ODORI e SAPORI reali e biologici nello Spazio Siderale

di Giovanni Valentini

Continuazione dei miei studi sull’Olfatto fatti nei primi anni settanta
È nello spazio ricorrente la percezione di un odore metallico, di polvere da sparo o simile a quello che si sente in alcune officine e misto a carne bruciata.
Secondo gli astronomi questo odore è dovuto principalmente alle molecole di Idrocarburi policiclici aromatici, sostanze prodotte durante le combustioni incomplete.
Odori spaziali – il senso perfetto
Sulla Terra sono inquinanti atmosferici che derivano per esempio dalla combustione di carburanti fossili, ma possono essere prodotti anche dalla cottura ad alta temperatura di alcuni cibi, ad esempio se si fa cuocere troppo a lungo la carne sulla griglia; da qui probabilmente la sensazione simile a quella del bacon o della carne bruciata riportata dagli astronauti.
Ma le combustioni avvengono anche durante la morte delle stelle, aventi esplosivi che liberano queste sostanze nello spazio dove continuano a vagare.
Quando gli astronauti rientrano nella stazione aerospaziale portano con sé residui di queste molecole, che rimaste adese alle tute, in seguito all’attrito con l’aria, nella navicella generano quel caratteristico odore.

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LA MATERIA OSCURA E LA RAGNATELA

Un gruppo di astronomi della University of Western Australia ha osservato per la prima volta una nuova configurazione di materia cosmica a cui ha dato il nome di stringhe di galassie.
Stringa e galassia. Due termini decisamente insoliti per un accostamento scientifico esatto, che rimandano a immagini molto diverse tra loro, e secondo me è un po’ azzardato come concetto.      Quello che ha scoperto un gruppo di astronomi australiani è un insieme di tenui filamenti di materia cosmica chiamati appunto stringhe di galassia.
Questi oggetti formano una struttura cosmica mai osservata prima, in uno spazio ritenuto prima, assolutamente vuoto.
Ciò che è emerso è stato battezzato con il nome pittoresco di ragnatela cosmica, cioè è un gigantesco reticolo esteso per miliardi di anni luce, di cui fanno parte non solo le galassie ma anche i gas, le polveri e gli ammassi.
È qualcosa di molto misterioso; secondo alcuni studiosi è materia oscura, secondo altri è un vuoto totale cosmico.
È però vero che alcune regioni della ragnatela non potevano essere visualizzate con nessuno dei potenti strumenti disponibili, tanto che si incominciò a pensare che gli ammassi di galassie fossero collegati tra loro da vaste zone completamente vuote.
Ma l’ultimo studio dei ricercatori della University of Western Australia, ha dimostrato che lo spazio tra le galassie non è affatto vuoto, in virtù della ragnatela cosmica.
Vi sono infatti delle strutture filamentose così sottili e tenui da essere state per tanto tempo invisibili: occorreva una tecnologia molto più potente e avanzata per visualizzarle.
Le cosiddette stringhe cosmiche sono state visualizzate sottilmente grazie ad un colpo di fortuna, per via di una potentissima luce di un quasar che ha generato una luce così potente da rendere visibili controluce quelle impercettibili strutture filamentose.
La loro struttura è di tipo completamente nuovo che è stato chiamato tendril ossia viticcio.
I dati osservativi sono stati ottenuti da GAMA, survey internazionale che studia l’evoluzione dell’universo, nonché dell’osservatorio Anglo Australiano.
Sappiamo così che la ragnatela cosmica collega le galassie ed è stata illuminata dalle potentissime luci di un quasar.
Sembrerebbe così che quella luce super potente che noi ancora non riusciamo a fare con la nostra tecnologia, venga prodotta da Madre Natura, e nel nostro caso particolare da quasar lontanissimo. Va detto per inciso che fenomeni che ci sfuggono, tipo la Materia Oscura, o particelle subatomiche a livello di stringhe, noi non riusciamo a vederli anche per un problema di luce che noi non sappiamo ancora produrre, nonché per la grandezza infinitesimale, come nel caso delle stringhe.
Il risultato è stato possibile, come dicevamo, grazie al Telescopio Keck I nelle Hawaii, il quasar è un nucleo galattico attivo, che emette radiazioni intense alimentate da un buco nero gigantesco, al centro di una galassia, e ci illumina come un potentissimo faro, come già detto, la rete di filamenti di gas che si estende per un percorso di due milioni di anni luce.
Si tratta di un oggetto molto eccezionale: è enorme, almeno due volte più grande di qualsiasi altra nebulosa osservata prima e si estende ben oltre l’ambiente galattico del quasar.
Il modello cosmologico standard, che descrive la formazione delle strutture nell’Universo prevede che le  galassie  siano incorporate in una ragnatela cosmica di materia, la maggior parte della quale (più dell’84%) sarebbe costituita da materia oscura invisibile (la percentuale per la verità è di una parte di materia e dall’altra di una grossa fetta di energia oscura).
La ragnatela risulta dalle simulazioni al computer sull’evoluzione della struttura dell’universo che mostrano la distribuzione della materia oscura su larga scala, ivi inclusi gli aloni di materia oscura in cui le galassie si formano e la rete cosmica di filamenti che le collegano.
La gravità agisce in modo che la materia ordinaria segua la distribuzione della materia oscura, in modo che i filamenti di gas diffuso e ionizzato, siano tenuti a seguire un modello simile a ciò che si può vedere nelle simulazioni al computer.
Questi filamenti non sono stati mai osservati prima. Si sono studiati altri quasar in questo modo senza mai aver rilevato questo gas molto esteso.
La luce del quasar in questione è come un fascio luminoso potentissimo. In questo caso siamo stati fortunati perché la torcia sia rivolta verso la nebulosa, e illumina il gas. Così dicono gli scienziati dell’Università della California a Santa Cruz e grazie allo studio dello scienziato italiano Cantalupo, ivi operante.
Il quasar è l’UM 287 che si trova a 10 miliardi di anni luce dalla terra, il quale ha aumentato, come già dicemmo, la capacità visiva dei filamenti che altrimenti non si sarebbero mai visti.      Il gas responsabile è un flusso di idrogeno responsabile massimamente di quel filamento di circa, come già detto, 2 milioni di anni luce di diametro.
RIPETIAMO:         “si tratta di un oggetto eccezionale, è enorme almeno due volte più grande di qualsiasi nebulosa rilevata prima e si estende ben oltre l’ambiente galattico del quasar”      ha detto il professor Cantalupo.
Secondo le previsioni e simulazioni al computer, sulla evoluzione dell’universo, dopo il big bang, la Materia Oscura si sarebbe distribuita in una rete di filamenti, più o meno densi, che abbracciano il cosmo.
Questa fitta distribuzione della materia oscura, in scala più ampia, comprende i gas in cui si formano le galassie e la ragnatela cosmica dei filamenti che le collegano.
Un ruolo importante riveste la gravità che crea un collegamento assai importante tra la materia ordinaria e la materia oscura.
Secondo le aspettative delle simulazioni al computer, ci si aspettava che i filamenti di gas ionizzato avessero un certo profilo, e le osservazioni dirette del quasar in questione.
I risultati hanno rispettato le previsioni. Lo studio di altri quasar non ha prodotto gli stessi effetti: non si è visto nulla dei filamenti che costituiscono la ragnatela, e questo è avvenuto perché ivi non c’era la luce spettacolare del quasar che rendeva visibili i filamenti della rete cosmica.
Per via della geometria del filamento osservato, si è rilevato che esso è più massiccio rispetto alle previsioni delle simulazioni teoriche al computer.
Dalle osservazioni dirette e reali si è calcolato che il filamento ha una quantità di gas che pesa un migliaio di miliardi di Soli, cioè almeno cinque volte maggiore rispetto alle previsioni.
Le previsioni sono da perfezionare perché si pensa che ci sia più gas nella ragnatela.        C’è da dire che i modelli di simulazione sono assai complessi e che vanno perfezionati di volta in volta, essendo il settore una strada aperta per la comprensione della Materia Oscura dell’Universo, che tanto ci sfugge e di cui ne sappiamo ben poco.
Un nuovo progetto che parte dallo spettrografo VIMOS del Very Large Telescophe mira a ricostruire la distribuzione spaziale delle galassie quando l’Universo aveva un volume pari alla metà di quello di oggi.
Cioè circa 7 miliardi di anni fa.
Il progetto ambizioso è quello di misurare le distanze di circa 100000 galassie in un volume di quasi due miliardi di anni luce cubici, per ricostruire la loro distribuzione tridimensionale galattica.
Le mappe ricostruite dell’epoca dimostrano che l’Universo aveva già in quei tempi una struttura filamentosa che connetteva le galassie, con vaste zone vuote.
È il Cosmic Web la ragnatela che gli scienziati spiegano come il risultato dell’amplificazione, da parte della forza di gravità, di piccole perturbazioni dell’Universo primordiale.
La struttura è analoga all’universo attuale, ma rappresenta un fotogramma del filmato cosmico dettagliatissimo di sette miliardi di anni fa, ma molto più esteso e dettagliato di prima.
Il livello di disomogeneità alle scale (galassie, ammassi di galassie, filamenti) è strettamente collegato con le proprietà dei componenti fondamentali dell’Universo. È la cosiddetta energia oscura, oppure in realtà stiamo usando una teoria non corretta per descrivere l’Universo su quelle scale.
Tra i principali obiettivi di VIPERS c’è quello di fornire risposte a questi interrogativi.
Uno degli ultimi punti di arrivo dimostra che “la distribuzione e la velocità delle galassie sono compatibili con le previsioni della Relatività Generale e confermano quindi la necessità di inserire una forma di energia oscura nelle pertinenti equazioni per spiegare l’espansione”.
Un altro degli ultimi studi presenta una misura molto precisa del numero di galassie di grande massa, già presenti nell’Universo, quando aveva 7 miliardi di anni.
“Avere a disposizione queste informazioni per campionatura di centinaia di migliaia di galassie – come sarà il caso di VIPERS al termine del progetto tra tre anni – permette di identificare nel dettaglio i processi e le leggi fisiche che ne regolano l’evoluzione, informazioni che possono essere fraintese se si usano campioni troppo piccoli e non rappresentativi di simili oggetti” commenta Michael Bolzonella.
Dai dati e studi di cui si parla nel presente scritto globale, si evince il ruolo importantissimo dei diversi team di scienziati italiani, che hanno dato vita ai lavori.
Un dato importantissimo è quello della osservazione diretta della ragnatela cosmica che è stato fatto per la prima volta a livello mondiale e che apre orizzonti incredibili sulla misteriosa materia oscura che è sempre stata un limite invalicabile per la Scienza.
E ancora: è interessante rilevare che tutti i “sistemi complessi”, o per lo meno una buona parte, beneficiano del cosiddetto edge of chaos dove agiscono diverse forze (si pensi ad esempio alla Meccanica Quantistica).
Oggi per interpretare le misure delle curve di velocità delle galassie gli scienziati hanno supposto l’esistenza di una materia fredda, non barionica, non interagente con la normale materia barionica (quella con cui sono fatti gli aloni) e oscura (nel senso che non emette luce e nessun altro tipo di radiazione elettromagnetica).
Circa il 25% secondo supposizioni generali che possono essere confutate con dati in precedenza, della materia presente nell’Universo è materia oscura quella barionica, invece, che vediamo con i nostri telescopi è circa il 5% (approssimativamente).       E allora il restante 70% circa, di che cosa è fatto?
Dall’equazione di Einstein  (e = mc2) che mette in rapporto la materia con l’energia, sappiamo che esiste una materia oscura, ad essa deve essere anche associata un’energia oscura che al momento non sappiamo cosa sia di preciso.      Si sa solo che è responsabile dell’attuale accelerazione del nostro Universo, il che è in armonia con la costante di HUBBLE (che lega la velocità di recessione delle galassie con la loro distanza).


DALLE INTUIZIONI DI EULERO NEL ‘700
A VENEZIANO E SUSSKIND

f’ (x0) = 0    Equazione di Eulero-Lagrange, semplificata
L’equazione di EULERO di 200 anni prima di noi, scoperta da Gabriele Veneziano apre le porte alle STRINGHE sinché non arriva allo scienziato americano Leonard SUSSKIND (quello della conservazione delle informazioni nei buchi neri).      La forza nucleare forte (descritta dalla formula di Eulero).
Le stringhe venivano risolte dalla teoria – ma anche unificando le quattro forze fondamentali della NATURA.
Come ho già detto prima, Gabriele Veneziano è il primo a rendersi conto del lavoro del matematico Eulero di 200 anni prima.    Alcune formule di Eulero erano ritenute come dei curiosi giochi matematici, senza nessun significato reale.
Veneziano intuisce che le equazioni di Eulero hanno dei forti contenuti scientifici, che possono portare a contenuti moderni della Fisica avanzata. Gabriele Veneziano scopre che la funzione Beta di Eulero, usata come un’ampiezza di scattering (Ampiezza di Veneziano), spiega le proprietà fisiche di particelle che interagiscono secondo le interazioni forti.
Nel 1968 egli scopre una funzione riconducibile all’integrale di Eulero, che descrive il comportamento dei soli quark, elettroni e fotoni.     Crea poi i modelli duali, dai quali traggono origine le teorie delle stringhe.
Nessuno si era accorto di questo – Veneziano porta il tutto verso i primi lavori delle Stringhe.     Ma gli scienziati non accolgono il tutto con interesse.      A questo punto interviene Leonard Susskind che con il rigore che gli compete analizza sia la matematica di Eulero, sia il lavoro connesso di Veneziano.
Dopo i batti e ribatti matematici su Eulero, Susskind fa una scoperta sensazionale: il segmento che si deduce da quelle equazioni porta ad un segmento vibrante al pari di una Stringa!!        Ma anche questa volta gli scienziati non danno importanza, immediatamente, a quella scoperta.
Solo in tempi recenti si è capita la portata complessiva di tutto il lavoro di Eulero-Veneziano-Susskind.
Ma Susskind ci aveva già abituato da tempo ai suoi studi geniali.
Come nel caso di cui ho già parlato in altra occasione, del lavoro di Hawking sui buchi neri e sulla perdita di informazioni che accade quando le informazioni stesse penetrano in esso, Susskind dimostra che non è affatto così: le informazioni nel buco nero non si perdono, e ciò porta alla sconfitta della teoria di Hawking su questo argomento particolare.
E ANCORA:
John Henry Swarz insieme a Yoichiro, Veneziano, Michael Green, Leonard Susskind ed Edward Witten, sono considerati i primi padri fondatori della Teoria delle Stringhe.
Per molti anni Swarz è stato uno dei pochissimi fisici che ha sostenuto la teoria delle stringhe, quale possibile percorso verso una teoria quantistica della GRAVITÀ.
Il suo lavoro con Michael Green sulla cancellazione matematica anomala nella teoria di Stringhe di tipo I , ha condotto alla prima rivoluzione delle superstringhe del 1984, che ha contribuito ad inquadrare la teoria delle stringhe nel quadro generale della ricerca in fisica teorica.
Green è uno dei massimi esperti della String Theory che descrive le diverse tipologie di particelle esistenti nell’universo e di come queste interagiscano le une con le altre è che predice il numero di dimensioni che l’universo dovrebbe avere.
La teoria,detta anche delle corde, come già dissi, è da anni oggetto di appassionati dibattiti in seno alla comunità scientifica internazionale, anche perché ad oggi, non è stato possibile dimostrarla in modo empirico, a causa dell’enorme quantità di energia che sarebbe necessaria per svolgere i test connessi (dall’anno scorso è in corso comunque un progetto presso l’acceleratore di particelle del CERN, per tali test).
Il percorso di Swarz e Green per arrivare ai risultati odierni è stato assai tortuoso e difficile; essi erano partiti nei momenti in cui la Teoria delle Stringhe aveva perduto mordente e popolarità ed era entrata in crisi: pochi ci credevano ormai.
C’erano comunque dei conflitti matematici irrisolti e per tale ragione i lavori avevano subito un arresto totale.        Con caparbietà i due studiosi avevano affrontato i problemi delle formule e dei conti che non tornavano.
A tappe successive, man mano che si avanzava, i presunti errori venivano corretti assieme alle anomalie insite nella String Theory sino al giorno in cui le anomalie venivano man mano cancellate.
Aprirono ai due studiosi le porte verso una GRAVITÀ quantistica e di poi sulla Supergravità che gli aprì il discorso verso una credibilità scientifica internazionale, guadagnata a caro prezzo.
Va ribadito che la Teoria delle Stringhe ha avuto degli alti e bassi storici incredibili, e solo la genialità di pochi Scienziati ha risolto di volta in volta i conflitti teorici. È comunque un argomento appassionato che ha finito per coinvolgere Scienziati da tutto il mondo e ciò ha giovato indubbiamente alla crescita di tale teoria.


Collasso gravitazionale e anti collasso

Colore e Sapore

Per evitare il collasso gravitazionale dei corpi celesti Einstein introdusse la costante cosmologica, per risolvere gli stessi problemi che aveva avuto Newton a suo tempo.
Ma lo Spazio ha già per conto suo un principio attivo di repulsione o contro- spinta; se prendete un metro cubo di spazio vuoto trovate che esso ha per conto suo un principio respingente: quella è la forza che impedisce ai corpi celesti di collassare.
Linguaggio, logica e scienza sono tre strutture portanti della nostra attività intellettuale. Tutto ciò che non ha bisogno di formule, quello è il linguaggio.
La logica rigorosa è tutto ciò che ha bisogno di formule per lavorare.
Che cosa è la scienza?     Tutto ciò che è necessario per capire tra tutte le logiche possibili quella che è necessaria per governare il mondo.
Le strutture portanti del nostro Mondo sono: spazio – tempo – massa – energia – ricariche di due tipi che si chiamano di colore e di sapore.    
Cariche di Colore vuol dire le cariche da cui nasce una forza fondamentale; cariche di Sapore vuol dire cariche necessarie per la stabilità della materia.    Quindi sono sette cose.
Perché sono sette? Perché lo abbiamo scoperto.       Potrebbe esistere un universo con otto cose?     Nessuno riesce a immaginarlo.        Ma potrebbe esserci una ottava cosa? Nessuno riesce a immaginarlo, ma potrebbe esserci un’ottava cosa non solo, ma nella struttura di queste sette cose non basta partire con la struttura delle sette fondamentali; bisognerebbe che generino quelle strutture che noi finalmente abbiamo capito.
E’ quali sono queste strutture?
In termini semplici sono le quattro forze fondamentali della Natura, e le tre famiglie di particelle fondamentali.
Però partendo dalle sette cose, spazio – tempo – massa – energia  e cariche di colore e di sapore, noi non abbiamo necessariamente su quattro forze fondamentali e tre famiglie di particelle o gruppi di particelle, totale dodici particelle. No nessuno osa fare questo.
Oggi noi viviamo un momento unico nella storia del mondo scientifico, perché prima di noi ci sono diverse tappe, in cui in nostri antenati, a turno, si sono trovati col dire; forse abbiamo capito tutto, forse abbiamo capito tutto ciò che c’era da capire.
E questo comincia con Galilei, sulla universalità del moto, poi si passa a Newton con la scoperta della prima legge fondamentale sulla gravità, che vale non solo per i pianeti del sistema solare, ma anche per le stelle.
Fu questa la grande scoperta di Newton, e poi si passa a Maxwell con la scoperta dei fenomeni elettromagnetici, cosa che affascinò Lord Kelvin,  il quale ad un congresso di fisica disse: “Adesso cari colleghi possiamo veramente dire di avere capito tutto quel che c’è da capire, gli altri sono piccoli dettagli”.
Sei mesi dopo Lorenz scopriva l’elettrone.     Prima che l’uomo di quei tempi scoprisse l’elettrone i fisici si erano illusi di aver capito tutto.     E così si va avanti con la Fisica Quantistica  e Relativistica, sino al 1945 quando Enrico Fermi dice:  “forse stavolta abbiamo capito tutto, perché con tre palline e tre colle facciamo tutto”.
ESULANO dal presente scritto gli argomenti STRINGHE e MULTIVERSO – già da me trattati altrove per i quali bisogna spostarsi verso le frontiere fantasiose dell’Astrofisica teorica e le nuove speculazioni teorico-matematiche che confinano profondamente con la fantascienza.


CORRELAZIONE QUANTISTICA

Correlazione quantistica – quando due particelle atomiche che interagiscono possono diventare correlate – il che significa che le proprietà dell’una vengono simultaneamente trasmesse all’altra, anche se questa si trova a milioni di chilometri od anche di anni luce.
Sembra che il comportamento della materia nella meccanica quantistica sia diverso se osserviamo il fenomeno oppure no.
Sembra che nella meccanica quantistica una particella può trovarsi in più posti contemporaneamente. Quando guardiamo una particella essa si comporta come tale, nell’attraversare le due fenditure, si clona e passa attraverso esse, colpendo lo schermo di fondo in modo logico, cioè su due parti separate e ben distinte in senso verticale, quando non guardiamo la particella si comporta così; mentre quando guardiamo essa si comporta come un’onda attraversando entrambe le fenditure e colpendo lo schermo di fondo in modo ricco di vibrazioni e di linee ricche e multiple.
Sembra che la realtà è semplicemente il frutto della nostra immaginazione.
Nel mondo microscopico SEMBRA CHE LA NATURA SI RIFUTI DI COLLABORARE.
Secondo il principio universale della INDETERMINAZIONE QUANTISTICA, sembra che non esista nulla che possiamo osservare con assoluta certezza.
Se si blocca una particella, questa rompe la struttura che cerca di imprigionarla.
Il Principio di Indeterminazione dice che la Natura non permette che i singoli elementi vengano bloccati.
Se le particelle attraversano un muro, secondo “l’Effetto Tunnel” anche noi che siamo fatti di particelle, possiamo attraversare barriere spaziali e passare dall’altra parte, o trovarci contemporaneamente in diversi luoghi spaziali e onde extra. Gli scienziati – ripetiamo –chiamano ciò “Interpretazione ai Molti Mondi” e anche questo è un mistero quantistico.
Quando si sceglie un’opzione, questa si risolve in soluzioni che si risolvono tutte in maniera leggermente diversa l’una dall’altra.
(Questa ipotesi mi lascia parecchio perplesso)
Tutte queste opzioni che si realizzano tutte, in realtà ognuna passa in dimensioni extra, in veri e propri Universi Paralleli.
Ogni volta che osserviamo un fenomeno quantistico diventiamo due copie di noi stessi, una copia ha una spiegazione, l’altra copia un’altra spiegazione.      Ci sono innumerevoli copie di noi, ognuna delle quali vede la realtà in modo leggermente diverso.
Comunque, quello che è certo, è che la correlazione quantistica determina il cambiamento di uno stato di una particella e influenza “istantaneamente” lo stato anche di un’altra particella, anche su distanze enormi, in senso astronomico (anche anni luce…)
Il fatto è che se guardiamo una particella (esempio un elettrone), questa si comporta come tale e attraversa le due fenditure, lasciando impronte separate e distinte sullo schermo di fondo, e che, invece, se non guardiamo si comporta come onda lasciando sullo schermo di fondo una pluralità di tracce miste e intersecanti, è chiamato “enigma quantistico”.
I “fotoni” hanno dimensioni simili a quelle delle altre particelle quindi l’atto di illuminare le altre particelle ha un grande impatto sul sistema.     Perché la luce non cambia semplicemente la direzione delle particelle che illumina, ma anche la natura di ciò che osserviamo?      Non lo sappiamo.
Ma nell’osservare  l’esperimento, prima dell’attraversamento dei fori, e anche dopo nell’impatto con lo schermo di fondo, è come guardare lo “stato passato” dell’elettrone o di altra particella.       In qualche modo abbiamo un’influenza su qualcosa che dovrebbe essere già successo.      Quando si cerca di scrutare a fondo le leggi e i misteri del mondo subatomico, “la Natura si rifiuta di collaborare”    (vedi il mio scritto LA PARTE ALIENA DEL NOSTRO CERVELLO).
Non esiste nulla che possiamo sapere con assoluta certezza (vedi Principio di indeterminazione).
A proposito dell’energia delle particelle, abbiamo un comportamento chiamato “Effetto Tunnel”.     Se scagliamo una pallina di tennis contro un muro, questa rimbalza e non la attraversa, a meno che non spariamo la pallina con fortissima violenza, ed il muro non è così grosso o spesso da consentirne l’attraversamento.
Ma un elettrone ha una possibilità di attraversarlo, anche se lo si tira, senza alcuna forza, questi è “l’effetto tunnel”.
Ma le particelle sembrano avere caratteristiche particolari, sembrano prendere a prestito “energia dal futuro”, per attraversare la barriera, per poi restituirla quando passano dall’altra parte della barriera.
L’elettrone in realtà è già dall’altra parte del muro (quindi per quanto ci concerne è come se l’avesse già passato).
Ci si chiede se con l’effetto tunnel,cioè, può essere in posti diversi, nello stesso tempo, è l’apparente possibilità di viaggiare indietro nel tempo, possa essere ottenuto nella realtà del nostro tempo normale.
I fotoni hanno la stessa grandezza di altre particelle, allora perché essi nell’illuminarle per farcele vedere, cambiano la natura delle stesse?     Risposta: non lo sappiamo.     Ripetiamo, è il mistero della Meccanica quantistica: quando guardiamo diventano particelle, quando non guardiamo diventano onde.
Sappiamo che alla lunghezza della scala di Plank   (10-36 cm) lo spazio e il tempo cessano di esistere, quello che non sappiamo è quello che prende il loro posto.
Dobbiamo trovare nella nostra idea di spazio qualche cosa di più fondamentale, qualcosa che indichi diversi numeri e dimensioni, qualcosa del tutto nuovo.      Qualsiasi cosa che esista ad un livello così piccolo, gli scienziati pensano che i dati si trasferiscano in un altro tipo di Universo, dove RIMPICCIOLIRE sarebbe una parola senza senso.       Spazio e tempo sono quelli che chiamiamo “proprietà emergenti dell’Universo”, ma se scendiamo a livelli di spazio e di tempo davvero microscopici, i concetti di essi decadono, non hanno più senso.
Alla lunghezza della scala di Plank le condizioni possono essere simili alle condizioni precedenti a quelle Big Bang, quando probabilmente tutto l’Universo era concentrato in un singolo punto.      (Io però su questa parte ho qualche dubbio)
Se potessimo risalire alla lunghezza di Plank, potremmo scoprire che l’Universo Precedente potrebbe essere più piccolo di quella scala.
MATERIA OSCURA             Alcuni fisici teorici hanno ipotizzato che la Materia Oscura possa essere fatta da neutrini, minuscole particelle mille volte più piccole di un elettrone che costituiscono apparentemente molte caratteristiche della Materia Oscura.
Sappiamo che i neutrini esistono, hanno una massa, un peso misurabile, ma non centrano con la Materia Oscura.     Sappiamo che buona parte della Materia Oscura non è fatta di neutrini normali, perché questi viaggiano a grandissima velocità abbastanza per impedire la formazione di quelle che chiamiamo “strutture di larga scala”, gli ammassi di materiale galattico presenti, all’inizio della storia dell’Universo.       Quindi se l’Universo fosse pieno di neutrini che schizzano qua’ e là, sarebbe arduo tenere insieme le galassie.
Quindi la Materia Oscura non è materia ordinaria o neutrini, ma un tipo di particelle che non conosciamo.       Deve essere qualche strana particella subatomica che non conosciamo, rimasta dal Big Bang, quando l’’Universo era caldissimo e denso.
Il Big Bang ha creato un gran numero di particelle, gran parte delle quali sono scomparse o decadute, ma alcune sono rimaste e ora, probabilmente,  compongono la Materia Oscura.
Ma come potrebbe essere fatta questa particella “esotica”?        Visto che ancora non la conosciamo, gli Astronomi ne hanno proposto un modello che comprenda tutte le caratteristiche della Materia Oscura, e si sono messi a cercarla nell’Universo. La chiamano WIMPS acronimo (Weakly Interacting Massive Particels).
Uno dei problemi di questa ipotesi è che non abbiamo rilevato negli acceleratori nessuna WIMPS in laboratorio.       Proprio in questo momento ci sono diversi esperimenti che cercano le WIMPS, alcune di loro si cercano negli acceleratori come il Large Hadron Collider (LHC).
Uno dei problemi di questa ipotesi è che non abbiamo rilevato negli acceleratori nessuna WIMPS.         Proprio in questo momento ci sono diversi esperimenti che cercano le WIMPS.        Ce la stiamo mettendo tutta per capire se le WIMPS siano le risposte alle domande sulla Materia Oscura.       Se gli scienziati troveranno le tracce della Materia Oscura troveranno le prove di un altro Universo, con pianeti oscuri, oscure forme di vita e un’altra Tavola Periodica.
Non credo che le particelle oscure siano capaci di formare pianeti, perché se lo fossero vorrebbe dire che i Pianeti del Sistema Solare sono composti in gran parte di Materia Oscura.         Credo piuttosto che questo settore sia composto da tante particelle diverse e complesse, non da una sola.
La Scienza non ha ancora trovato prove di questa misteriosa particella microscopica e un numero crescente di studiosi lo spiega ipotizzando che non dobbiamo cercare qualcosa di nuovo, ma cercare in nuovi posti, o in nuove dimensioni.
Molti prendono assai sul serio che la Materia Oscura venga da altre dimensioni, o che si tratta di particelle ordinarie che si muovono in altre dimensioni, il fatto è che queste dimensioni non le vediamo, quindi sono una spiegazione naturale per la Materia Oscura.
È concepibile che l’influenza gravitazionale che troviamo nelle Galassie o negli ammassi di Galassie e che attribuiamo alla Materia Oscura, sia in realtà esercitata da concentrazioni di materia in altre dimensioni, i cui effetti vengono percepiti nella nostra dimensione, ma che non possiamo scoprire perché in realtà si trovano altrove.
Gli studiosi hanno appena iniziato a conoscere le stringhe e le altre incredibili meraviglie dell’Universo microscopico e ciò che scoprono offre indizi sempre più affascinanti, su “Un Mondo Nuovo”.
Addentrandosi negli angoli sempre più piccoli dell’Universo microscopico, gli scienziati sono riusciti a guardare dentro gli atomi.      Ma cosa troviamo se riusciamo a guardare più in profondità, nel mondo subatomico?
Gli ordini di grandezza più piccoli degli elettroni sono un territorio vasto e inesplorato, più conosciuto delle Galassie e dell’Universo più lontano, questo perché abbiamo gli strumenti per esplorare lo spazio e gli oggetti che lo popolano, ma ci risulta assai difficile condurre le osservazioni dirette di piccole estensioni di spazio e tempo.
Praticamente quello che ci serve per osservare l’Universo microscopico è uno strumento più affilato, qualcosa che ci permetta di distinguere i dettagli di particolari ai livelli più piccoli, ma quando proviamo a esplorare spazi più piccoli di quello dell’atomo gli scienziati non riescono a focalizzare una luce sufficiente a illuminarli, hanno bisogno di qualcosa di più potente.
Per guardare più in profondità abbiamo bisogno di più energia. Usando strumenti ad altissima energia possiamo raggiungere dettagli incredibilmente minuti.
Questi strumenti, abbiamo già detto, che sono gli acceleratori di particelle, usiamo la struttura di alcune particelle per studiare la struttura di altre particelle, facendole scontrare tra loro, lasciandole interagire l’una con l’altra e poi osservando che cosa succede a vari livelli di energia, così possiamo continuare il processo di osservare vari livelli di intervallo di spazio e tempo, sempre più piccoli, aumentando gradualmente il livello di energia degli esperimenti.
Ai più grandi acceleratori di particelle del mondo, non hanno ancora generato energia sufficiente per indagare particelle più piccole delle particelle subatomiche.
Eppure gli scienziati credono che esista qualcosa di più piccolo, ad un ordine di grandezza così microscopico da risultare incomprensibile alla mente umana.
I fisici stanno cercando di comprendere la cosiddetta lunghezza di Plank 10-33 cm, si tratta di un ordine di grandezza inferiore di venti volte di quello dell’elettrone e un elettrone è una cosa molto minuscola, quindi la lunghezza di Plank è enormemente più piccola di qualsiasi cosa che possiamo misurare.      Tuttavia i fisici stanno cercando di interagire con questo ordine di grandezza con la Teoria delle Stringhe.
La teoria dice che tutto ciò che sappiamo di una particella deriva da una vibrazione di una minuscola stringa di energia, per darvi un’idea di che cosa intendo per minuscola ho qui un contagocce, ora posso far uscire una goccia d’acqua, contiene mille milioni di miliardi di atomi di idrogeno e ossigeno, immaginiamo di prendere un atomo di idrogeno e di ingrandirlo miliardi e miliardi di volte, fino a farlo diventare largo mezzo metro; a questo punto possiamo vedere la stringa all’interno dell’atomo?
La risposta è no.        Possiamo continuare a ingrandirlo, fino a farlo diventare grande come il Sistema Solare, ma le singole stringhe sarebbero ancora troppo piccole; è solo quando rendiamo grande l’atomo, come l’intero universo osservabile che una stringa diventa visibile.
In un atomo di idrogeno grande come l’Universo quanto sarebbe grande una stringa, cioè come un grosso albero.
La cosa incredibile è che possiamo parlare senza problemi di cose che esistono a questo ordine di grandezza.                     Non solo possiamo parlarne, ma possiamo anche formulare teorie su cosa succede laggiù.        Questa è la Bibbia o il Corano di tutta la Scienza.              Sappiamo che alla lunghezza di Plank lo spazio e il tempo “cessano di esistere“, quello che non sappiamo è che cosa prenda il loro posto.
Dobbiamo rimpiazzare la nostra idea di Spazio con qualcosa di più fondamentale, che implichi diversi numeri e dimensioni, un concetto del tutto nuovo.
Una possibilità è che lo spazio alla lunghezza di Plank ricordi le linee di un campo di football che le linee siano il tessuto dell’universo e che tra loro non ci sia assolutamente nulla; potrebbe anche darsi che il tempo salti da un punto ad un altro, senza punti intermedi.
Piccole formiche quantistiche potrebbero scavare, tra una riga e l’altra della griglia, senza mai toccare lo spazio delle righe. Perché?
Perché, semplicemente, lo spazio non esiste.
Qualsiasi cosa esista ad un livello così piccolo, gli scienziati pensano che i concetti di spazio e tempo si trasferiscono in un altro tipo di Universo dove RIMPICCIOLIRE, ripetiamo, sarebbe una parola senza senso.
Spazio e tempo sarebbero quelli che chiameremmo “proprietà emergenti dell’Universo”, ma se scendiamo ad intervalli di spazio e di tempo davvero microscopici, ripetiamo, i concetti di spazio e tempo decadono, non hanno più senso.
I fisici dicono che le condizioni alla lunghezza di Plank, possono essere simili a quelle precedenti al Big Bang, quando tutto l’Universo era probabilmente concentrato in un singolo microscopico punto.
Forse la risposta alla domanda, cosa accade ai più piccoli ordini di grandezza immaginabili, può valere anche per un’altra domanda: com’era l’Universo prima del Big Bang?       È venuto ad esistere col Big Bang?      Oppure esisteva qualcosa di diverso che il Big Bang ha trasferito nell’Universo che conosciamo?   Sono tutte domande alle quali non abbiamo risposta, ma sono tutte collegate al concetto: lunghezza di Plank.
Potremmo pensare che ciò che accade alla lunghezza di Plank non riguardi le cose grandi come noi, ma sbaglieremmo di grosso, sono le nostre origini, il nostro Universo, se potessimo risalire nel tempo diventerebbe più piccolo della lunghezza di Plank.


LA PARTE ALIENA DEL NOSTRO CERVELLO

di Giovanni Valentini

Si ritiene che noi umani usiamo solo il dieci od quindici per cento del nostro cervello; lo sosteneva anche Einstein. Ebbene ciò è una limitazione enorme, in virtù della quale la nostra percezione ci tiene ancorati ad un limite assai dannoso per la comprensione dell'Universo od anche del Multiverso e di noi stessi.

È un po' come avere una fortissima miopia che neanche dei potenti occhiali riescono a compensare. È un po', ripetiamo, come avere la restante parte del Cervello che non ci appartiene e che quindi possiamo definire ALIENA.

Questa sembra una beffa da parte di madre Natura, o, se si preferisce, dell'Onnipotente, che può darsi siano la stessa cosa. Forse ancora non meritiamo di accedere ad un livello superiore di percezione ed uso del nostro Cervello.

Il problema non è da poco. L'estensione dell'uso di esso,cambierà completamente noi stessi: diventeremo molto, ma molto più intelligenti, e cambierà completamente la nostra Antropologia. Scopriremo quindi la parte aliena che si cela in noi, e all'improvviso ci sentiremo Alieni anche noi stessi.

Ma la Natura ha preso le sue precauzioni, non si lascia scoprire tutto ad una sola volta, anche perché, altrimenti, diventeremmo assai presuntuosi e pericolosi e ci sembrerà di "leggere nella mente di dio" come diceva Hawking.

Un Universo "senza veli" è quanto di più preoccupante possa esserci per madre Natura e quindi essa ci consente di avanzare a piccoli passi nella strada della Conoscenza Totale.

Poiché la posta in palio è molto alta, e ci sono dimensioni nascoste, che possono aprirci Mondi incomparabili, Super Tecno Scienze e trasformazioni inimmaginabili.

Vediamo qualche esempio: c'è un'apparecchiatura che spara fotoni su un piccolo schermo con due fenditure verticali. Si spara prima due fotoni alla volta, i quali passano attraverso le due fenditure in modo vario. Poi si passa a sparare un fotone alla volta; il fotone arriva alle due fenditure e passa,ora da una, ora dall'altra parte. Continuando a sparare questa volta un fotone alla volta questi si sdoppia e passa dalle due fenditure, e si divide quindi in due parti!!!! È strano: il fotone che è una particella si comporta anche sia come particella e sia come un'onda. Allora si pensa a De Broglie che aveva ipotizzato in tempi remoti del secolo scorso, che il fotone è una particella e contemporaneamente anche un'onda. Allora si è posto uno schermo di fondo alle spalle del primo schermo con le due fenditure.

Dopo aver sparato in successione coppie di fotoni si è andati a guardare cosa veniva registrato sullo schermo di fondo. Con grande sorpresa si è trovato non una coppia di segmenti o tracce appartenenti alle due coppie sparate, bensì una moltitudine di segmenti assai ricca e come vibrata.

Ma com'era possibile? Allora si sono messi due punti di osservazione, dietro ai fotoni sparati contro lo schermo con due fenditure. Allora si è osservato che i fotoni si comportavano come particella e come onda, in modo spettacolare. Il flusso che si osservava al di là dello schermo era affascinante e inedito. Quel flusso meraviglioso si era appena intravisto in modo fortemente offuscato, per una frazione infinitesimale di secondo: era come non aver visto niente.

Quindi si è pensato di piazzare due registratori visivi laterali dietro lo schermo: nel preciso istante in cui i due punti di osservazione sono entrati in azione, lo spettacolo affascinante si è bloccato istantaneamente!

Cos'era successo? Si stava per scoprire un fenomeno inesplorato di madre Natura. Evidentemente si trattava di un dato sensibile, di una porta ignota e fondamentale di madre Natura. All'improvviso tutto si è fermato!! La Natura, quando si arriva a punti focali dei suoi segreti, blocca tutto istantaneamente, perché non vuole darci più di tanto nella strada tortuosa della Conoscenza!!! Questo episodio, al pari di qualche altro similare, mi ha impressionato enormemente: dobbiamo guardare con occhio più umile gli alti livelli dell'Universo e capire che al di sopra di noi e al di sopra di tutto c'è qualcuno e qualcosa che ha originato tutto.

La Teoria M o Teoria del Tutto deve fare i conti con queste cose, non illudiamoci.

E il problema non è affatto di capire che osservando i fenomeni meccanici, fisico-chimici, si risolva o si capisce tutto: non è così. Per lo meno non è soltanto questo.

Quando nella ricerca sperimentale si arriva ad un crocevia strutturalmente rivoluzionario e fondamentale, la Natura ci blocca tutto e questo forse è un bene per l'umanità attuale. Forse non è ancora arrivato il momento di scoprire la parte Aliena del nostro Cervello, da cui siamo, molto, ma molto lontani.

Una delle parti, se non la parte più importante dell'Universo è il nostro cervello, Madre Natura ha impiegato miliardi di anni per costruirlo: è un capolavoro unico, una firma di Autore che è di un Intelligenza Infinita, non dimentichiamolo!!!

È assai probabile che il nostro Cervello sia sparso anche in altre regioni del MULTIVERSO, in altri Universi per dirla tutta. Bisognerà vedere la percentuale d'uso che hanno le altre intelligenze; se la percentuale è simile alla nostra, allora marciamo di pari passo. Se invece gli altri esseri intelligenti hanno una percentuale d'uso più alta, allora son dolori, essi, in tal senso, sono molto più avanti di noi e ci possono guardare dall'alto.

La parte Aliena del loro cervello è più ridotta, essi quindi sono alieni più avanti di noi e non sappiamo a che livelli intellegibili sono arrivati. Probabilmente noi non riusciremo mai ad aumentare la percentuale d'uso del nostro Cervello, poiché ci estingueremo prima: le bombe nucleari ed atomiche, ed altre diavolerie, prima o poi le useremo ancora a livello mondiale, e allora saranno dolori totali.

Certo è un vero peccato, proprio ora che stiamo avanzando più rapidamente nella scala del cosiddetto Progresso Scientifico e Globale.

La nostra realtà nel Pianeta non è una bella realtà: Conflitti politici, religiosi, economici, di potere, di armamenti convenzionali, di bombe atomiche, di profonde sperequazioni fra classi povere e ricche, di poteri forti, nelle singole Nazioni e nelle Multinazionali, fanno vedere un Pianeta che sanguina, che ogni tanto sussulta a causa di conflitti profondi fra le varie etnie e razze diverse.

Si aggiunga anche il gravissimo e preoccupante inquinamento del Pianeta, l'estinzione parziale o totale di alcune classi di animali, il surriscaldamento che sale a livelli preoccupanti, la deforestazione di zone vitali, come l'AMAZZONIA vero polmone del pianeta, ecc.

Ripeto, mi vorrei sbagliare, ma prima o poi scatterà una miscela esplosiva inarrestabile. Anche le differenze fra popoli opulenti, dall'eccessivo benessere, e popoli in cui i bambini muoiono ogni giorno per fame, epidemie, a cui basterebbe un semplice vaccino per salvarli (vedi Africa, ecc.) sono motivi di profonde spaccature. Un pianeta così non è destinato a durare a lungo…

Pensare che basterebbe, forse, far salire la nostra intelligenza ad un livello superiore, per permetterci di guardare dall'alto le nostre meschinità ed egoismi, per consentire una pacifica convivenza fra gli uomini, e questo sarebbe un nostro supremo anelito…

Oh, Natura, oh Onnipotente, perché non ci permetti di entrare un po' nella parte Aliena del nostro cervello? Da soli non ce la facciamo a venirne fuori, dacci dunque una mano!!!

Il principio di indeterminazione della fisica quantistica è uno dei filtri di Madre Natura!!! E noi non ce ne siamo accorti. A livello subatomico-quantistico nulla è chiaro e di immediata comprensione: si viaggia brancolando a destra e a manca, malgrado il geniale apporto della matematica quantistica. Ci sono calcoli raffinatissimi per calcolare l'orbita stranissima di molte particelle, ma si arriva sempre a punti off limit, al di là dei quali rimane il mistero.

E il problema della Materia Oscura e dell'Energia Oscura, che cosa sono veramente? Mistero quasi totale. Noi umani cerchiamo di capire, e pensiamo di capire quel che possiamo, ma dobbiamo fare i conti con la Natura e cioè anche con la parte Aliena del nostro cervello. "L'interpretazione ai molti mondi" di Everett, sono passati oltre sessanta anni da quando è stata formulata, ma siamo rimasti ancora lì, molte ipotesi e teorie ma non di più, sebbene i contenuti siano straordinari.

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Scoperta PORTA SPAZIO-TEMPORALE IN ANTARTIDE ? ?

di Giovanni Valentini

L'Antartide non si stanca mai di riservarci nuove clamorose sorprese. Un team di scienziati stanziali in Antartide per studi e ricerche sul clima, sulla meteorologia, sulla temperatura che è la più fredda del Pianeta, ha scoperto uno strano fenomeno non spiegabile con le norme scientifiche che conosciamo, legato anche ad altre inspiegabili scoperte nei sottoghiacci che ivi stazionano perennemente.

Un team di scienziati inglesi e americani, nel corso di uno studio di climatologia, ha visto apparire nel cielo un insolito vortice che stanziava in quota, senza mai muoversi, neanche di un solo centimetro, nonostante le fortissime raffiche di vento spostassero le nuvole intorno a quell'area, ma la staticità del vortice e l'insolita nebbia che lo avvolgeva, hanno creato viva curiosità negli scienziati che, giustamente, hanno voluto indagare e approfondire il fenomeno. Gli scienziati hanno preparato un pallone meteorologico legato ad un argano, completo di radiosonda per rilevare le proprietà fisiche (temperatura, umidità connessa, pressione e velocità del vento, ecc.) e un cronometro scientifico per la registrazione dei tempi di lettura.

L'oggetto è stato poi fatto risucchiare dal vortice, per il tempo strettamente indispensabile per le registrazioni.

I dati registrati in quei pochi m minuti erano inquietanti e clamorosi. Il cronometro segnava la data fortemente retroattiva del 27 gennaio 1995!! E gli altri dati indicavano valori incompatibili con le caratteristiche di una tromba d'aria.

L'esperimento è stato ripetuto più volte, ottenendo sempre gli stessi risultati. Lo scienziato statunitense Marian Mc Lein ha confermato l'accaduto, evidenziando che l'episodio è stato segnalato ai servizi segreti della Casa Bianca. Da indiscrezioni trapelate, pare che si tratti di una "Porta" Spazio-temporale, cioè di un "tunnel" o "buco del tarlo" che permette lo spostamento geometrico attraverso lo spazio, ma anche un cambiamento temporale. Cioè un viaggio attraverso il tempo.

Cioè un viaggio nel tempo (avanti e indietro) e lo spazio. Per quanto possa sembrare strano e incredibile, il fenomeno potrebbe inquadrarsi nella Teoria dei due scienziati EINSTEIN-ROSEN che profetizzarono nei primi anni del '900, l'esistenza nell'universo di un tunnel o "galleria gravitazionale" o "wormhole", come scorciatoia per spostarsi rapidamente da un punto all'altro dell'universo.

Gli scienziati e gli appassionati di cosmologia sanno che queste ipotesi hanno una forte base scientifica e che comunque si possono approfondire con una certa facilità.

E adesso vediamo un'altra ipotesi-evento-scoperta straordinaria registrata nella stessa zona.

I satelliti americani hanno scoperto la presenza di una struttura antichissima sotto il suolo antartico. Si tratterebbe di una grande apparecchiatura tecnologicamente avanzata, mai vista prima.

Però pare che il tutto sia coperto da segreto militare, e che gli scavi nella zona sono iniziati in gran fretta. Forse si tratta di una misteriosa struttura vecchia di dodicimila anni!! Anche nel Parlamento Europeo sono informati della situazione e un suo importante membro ha dichiarato che la portata scientifica della scoperta è enorme e ci si chiede cosa sta avvenendo in quell'area.

È possibile che ci sia una relazione tra questa struttura e il misterioso "mulinello" spazio temporale??????

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